redditometro1Sarà la carta vincente del Fisco nella lotta all’evasione o soltanto un placebo? Il redditometro sta per partire e pochi sono davvero in grado di dire come funzionerà. La Corte dei Conti ha sollevato qualche perplessità, visto che con questo strumento verranno effettuati circa 30-35mila accertamenti, ovverosia meno del 5% dei controlli eseguiti ogni anno. Fra qualche giorno dovrebbe essere resa pubblica una circolare che fornirà istruzioni agli uffici, un passaggio necessario per chiarire i punti più oscuri di questo strumento, dal peso delle spese medie Istat nell’analisi del reddito personale a quello degli investimenti, dal concetto e definizione di famiglia all’utilizzo di quote di risparmio. Nella circolare andranno chiariti anche i documenti da presentare una volta convocati all’Agenzia delle Entrate e le prove da fornire per dimostrare di essere in regola.

Ma cosa cambierà rispetto ai controlli fiscali del passato e, soprattutto, come sarà possibile evitare sanzioni e problemi dovuti a errori in fase dichiarativa?

Per quanto concerne i beni mobili e immobili il nuovo redditometro non guarda alla proprietà ma alla disponibilità di un bene. Il contribuente che pur non avendo a disposizione una casa o un’automobile ne è comunque proprietario, deve recuperare tutta la documentazione necessaria a dimostrare la cessione in comodato a terzi e, per esempio, che chi dispone del bene ha un reddito al di fuori del nucleo famigliare. 

Sia il questionario che viene inviato ai contribuenti selezionati che ogni eventuale accertamento sono tarati sulle caratteristiche deibeni come risultanti dall’Anagrafe tributaria, occorre quindi compilare con esattezza i dati poiché la potenza di un’automobile o i mesi di possesso di un’immobile possono influire sulla determinazione dei redditi. 

Per quanto riguarda i movimenti di denaro, dall’ottobre 2013 l’Agenzia delle Entrate avrà accesso a molti più dati rispetto al passato. A far scattare il campanello d’allarme saranno un elevato numero di accessi alle cassette di sicurezza e movimenti di denaro superiori al reddito dichiarato. Le nuove comunicazioni risaliranno al 2011 e i dati saranno la base per creare liste selettive di contribuenti per i quali emergessero incoerenze. Sarà importante conservare gli estratti conto per poter ricostruire la propria posizione reddituale nei confronti del fisco. 

Per il redditometro conta la disponibilità di denaro e un’alterazione del reddito può essere dimostrata con un prestito, con donazioni o eredità, idem per quanto riguarda le uscite, come, per esempio, un genitore che paga l’affitto al figlio. In particolar modo con la movimentazione di grandi cifre (per esempio l’acquisto di una casa da parte di un soggetto con redditi bassi) le donazioni devono essere supportate da documentazione perché gli accertamenti potrebbero spostarsi dal soggetto coinvolto al soggetto prestatore o donatore. Massima prudenza, quindi, quando si chiama in causa una donazione o un prestito per giustificare maggiori disponibilità rispetto al denaro. 

Altra cosa molto utile è conservare le prove di redditi esenti o tassati alla fonte, come gli interessi sui titoli di Stato o sulle obbligazioni, i redditi da locazione di immobili tassati con la cedolare secca o vincite a giochi e lotterie. Questa documentazione può consentire di chiarire eventuali discrepanze fra il reddito indicato in dichiarazione e quello ricostruito dall’Agenzia delle Entrate con il redditometro

Tutti i beni acquistati nell’ambito della propria attività professionale non rientrano nel conteggio del redditometro, è dunque consigliabile, in fase difensiva, poter disporre di fatture, addebiti sul conto corrente e ammortamenti in bilancio che dimostrino l’utilizzo non privato ma professionale dei beni acquistati. 

Rispetto al vecchio redditometro la nuova versione considera anche le spese ordinarie come quella al supermercato. Fra il nuovo redditometro e il suo predecessore ci sarà comunque un periodo di convivenza.